CONTROLLO QUALITA’ DELL’ACQUA

LAGHI PESCA SPORTIVA

Negli ultimi anni la proliferazione degli impianti dedicati alla pesca sportiva ha subito un rapido rallentamento. Questo fenomeno è stato causato, oltre che dall’andamento economico generale per le attività ricreazionali, da una sempre crescente presa di coscienza che, per gestire correttamente un lago di pesca sportiva, non basta immettere acqua e pesci in un avvallamento più o meno profondo e far pescare le persone. 

Un lago di pesca sportiva è dotato di vita propria e di una serie di caratteristiche peculiari in funzione della sua collocazione, dell’altezza sul livello del mare, della presenza di un corpo idrico naturale nelle vicinanze, nella tipologia e nelle caratteristiche dell’acqua di adduzione, nella profondità e nei parametri morfologici, ecc.; in funzione di queste caratteristiche è possibile stabilire le specie da immettere, sia quantitativamente che qualitativamente, i migliori sistemi di pesca da utilizzare, gli eventuali trattamenti per mantenere la qualità dell’acqua a livelli accettabili, i tempi di ricambio e molte altre variabili che cambiano da situazione a situazione. 

La gestione di un impianto di pesca sportiva, di qualsiasi tipo esso sia, non può prescindere da un controllo accurato e costante della qualità dell’acqua, non solo in termini di possibili rischi per la fauna ittica, ma anche e soprattutto in termini di produttività. 
Aquaquality nasce proprio dall’esigenza di un servizio di prevenzione, diagnosi e cura delle problematiche collegate alla qualità dell’acqua in cui vive il pesce. 

Gli inconvenienti che si verificano con maggiore frequenza, e che generano una serie di problemi economici di notevole entità, primo fra tutti le morie di pesce, sono le anossie (carenza di ossigeno disciolto in acqua). Queste ultime possono essere causate dai motivi più disparati ma quello che è importante sapere è che possono essere prevenute efficacemente con una corretta e oculata gestione dell’impianto e con una ottimizzazione delle strutture presenti. 
Tuttavia esistono una serie di problematiche, oltre a quella delle anossie, che sono legate alla qualità dell’acqua negli impianti: dalle fioriture algali, con conseguente decomposizione sul fondo della biomassa organica, tipiche dei bacini soggetti ad eutrofizzazione, alla possibile presenza di sostanze tossiche (un esempio tra i più comuni è quello dell’ammoniaca, specie chimica prodotta dagli stessi pesci tramite le proprie deiezioni, ma che, in particolari condizioni di temperatura e pH, risulta poi tossica per il loro organismo). 

Aquaquality fornisce una serie di servizi e di prodotti che vanno dalla prevenzione (valutazioni di rischio, valutazioni di produttività algale, ecc.), alla diagnosi (analisi di vario tipo sul campo e di laboratorio) ed infine alla cura (fornitura di ossigenatori, destratificatori ed altre macchine idonee al miglioramento della qualità dell’acqua). Inoltre si può valutare la qualità dell’acqua di un impianto non solo in termini di rischio per la fauna ittica ma con l’obiettivo specifico di ottimizzare la gestione e aumentare la produttività dell’impianto stesso (valutazioni di produttività).

CONTROLLO QUALITA’ DELL’ACQUA

IMPIANTI DI ACQUACOLTURA 

La qualità dell’acqua riveste un’importanza primaria per una corretta gestione di qualsiasi impianto di acquacoltura. 
Ne sono ben consapevoli i gestori degli impianti, che dedicano a questo aspetto gran parte della propria attività, a volte senza neanche rendersene conto. 
Il pesce infatti vive nell’acqua, e la sua salute (e con essa il portafoglio del gestore e del proprietario dell’impianto) dipende in modo assai stretto dai parametri che condizionano la qualità dell’acqua, primi fra tutti la temperatura e la concentrazione di ossigeno disciolto.

ACQUA DI ADDUZIONE

La valutazione delle caratteristiche delle fonti (intese come sorgenti di prelievo in generale) dell’acqua che si immette nell’impianto è la prima fondamentale operazione da compiere ai fini di una corretta visione di insieme. 
La tipologia della fonte ci fornirà problematiche radicalmente diverse se l’acqua proviene da pozzi profondi scavati, da sorgenti che scaturiscono dalla superficie o da acqua che viene prelevata direttamente da un corpo idrico superficiale (lago, fiume, canale, bacino di irrigazione o artificiale in genere). 
Inoltre deve essere valutata l’eventuale presenza di inquinanti, o comunque di sostanze che possono interferire con la salute della fauna ittica, e, di conseguenza, vanno chiaramente indicati gli eventuali trattamenti da eseguire sull’acqua in entrata in impianto, trattamenti che spesso aumentano i costi di gestione, ma si rivelano altresì indispensabili per evitare rischi concreti di morie o altri problemi collegati. 

ACQUA DELL’IMPIANTO

L’acqua dell’impianto costituisce probabilmente la sezione in cui i controlli e le determinazioni analitiche devono essere più accurati, precisi e sensibili, per valutare estesamente il rischio connesso con la salute della fauna ittica. Salva ed esci
La prima operazione da compiere è la determinazione di tutti i parametri chimico fisici di interesse; naturalmente le analisi dovranno essere corredate da una idonea e completa interpretazione dei dati ottenuti, tenendo anche presente le possibili interazioni o sinergie tra valori correlati di parametri differenti (ad esempio la tossicità dell’ammoniaca per i pesci dipende dal pH e dalla temperatura dell’acqua al momento del prelievo, quella dei nitriti dalla concentrazione di cloruri, quella dei metalli pesanti dalla durezza, ecc.) 
Di fondamentale importanza è poi la determinazione dei punti critici dell’impianto, di quei punti in cui per una serie di motivi, che possono essere estremamente differenziati e peculiari per ogni impianto, alcune operazioni, se condotte non correttamente, possono provocare conseguenze a volte irreparabili a carico della qualità dell’acqua. 
Infine, nella valutazione generale devono essere indicati tutti i provvedimenti da adottare per il miglioramento ed il controllo della qualità dell’acqua dell’impianto ai fini della prevenzione dei rischi (anossie, fioriture intense, stati di tossicità nei confronti della fauna ittica). 

ACQUA DI SCARICO

 

E’ necessario infine anche considerare la qualità dell’acqua che si restituisce all’ambiente, e l’opportunità di adottare idonei sistemi di depurazione, per far rientrare i valori dei diversi parametri nei limiti imposti dalle tabelle dalla normativa vigente (D. Lgs. 152/06); in questo contesto si comprendono meglio i vantaggi dei SAR (Sistemi di Acquacoltura a Ricircolo; vedi sezione apposita).

ANALISI SUL CAMPO E DI LABORATORIO

Aquaquality è in grado di effettuare tutte le analisi, sia dei parametri direttamente misurabili in impianto o sul lago, come l’ossigeno disciolto o la temperatura, che le determinazioni mediante campionamenti ed analisi di laboratorio [pH, materiali in sospensione, BOD5, fosforo totale, nitriti, fenoli, idrocarburi, ammoniaca totale e non ionizzata, cloro residuo totale, tensioattivi, metalli pesanti, per citare quelle previste dall’ Allegato 2, Sezione B, Tabella 1/B del D. Lgs. 152/06 (Criteri generali e metodologie per il rilevamento delle caratteristiche qualitative, per la classificazione ed il calcolo della conformità delle acque dolci superficiali idonee alla vita dei pesci salmonicoli e ciprinicoli)] servendosi di laboratori convenzionati e certificati ISO per la qualità totale. 

E’ importante, nei casi di laghi o bacini di profondità apprezzabile, effettuare le colonne d’acqua (una serie di analisi alle diverse profondità), soprattutto della temperatura e dell’ossigeno disciolto, per poter valutare correttamente le eventuali situazioni di stratificazione dei bacini. 

In alcuni casi, e per particolari tipologie di impianti, è necessario poi effettuare le determinazioni che valutino la produttività algale ed il rischio di avere fioriture improvvise ed indesiderate; queste determinazioni vengono condotte con dei metodi specifici, come la prova della bottiglia chiara e scura e la misura del TSI (Trophyc State Index o Indice di Stato Trofico). 

Le analisi possiedono quindi potere diagnostico per indicare le migliori strategie di gestione, sia per gli impianti di acquacoltura che per i laghi di pesca sportiva.